Aviva

Welfare, Diversity e Inclusion in Aviva

Le iniziative nel dettaglio

Welfare, Diversity, Inclusion

La più grande risorsa di Aviva sono le persone. Per questo l’azienda si impegna da sempre a supportare i propri professionisti al fine di garantire un ambiente di lavoro inclusivo e flessibile. A questo proposito l’azienda offre loro dei benefit concreti per supportare tutti i nuclei familiari senza discriminazione.

Aviva Communities

In linea con il Diversity and inclusion framework di Gruppo, anche Aviva Italia ha messo in campo il proprio impegno in questa direzione lanciando 4 Communities:

si tratta di gruppi di lavoro interni con l’obiettivo di sensibilizzare sulle tematiche della D&I e supportare la popolazione aziendale su specifiche tematiche con lo scopo di sviluppare un ambiente di lavoro inclusivo e paritario nel rispetto della diversità. Le communities di Aviva Italian sono:

Aviva Pride – impegnata sul fronte dell’inclusione con specifico focus su orientamento sessuale e identità di genere.  

Aviva Carers – Supporta i colleghi con responsabilità di cura nei confronti di familiari non autosufficienti o fragili, figli in età di sviluppo o famiglie numerose.

Aviva Balance – impegnata sull’importante tematica della parità di genere.

Aviva Ability – focalizzata sullo sviluppo di un luogo di lavoro aperto ed inclusivo nei confronti di persone con disabilità visibili o invisibili.

Un congedo parentale senza eguali

Il congedo parentale è una tematica normalmente associata alle donne, ma che proprio per questo rischia di essere sinonimo di una cultura discriminatoria – ancora da superare – nei confronti delle donne stesse. Con l’obiettivo di concedere le stesse identiche possibilità di fare carriera e di godersi i momenti più belli in famiglia sia alle donne che agli uomini, Aviva ha deciso di equiparare il diritto alla genitorialità offrendo fino a 11 mesi di congedo parentale a entrambi i genitori, indipendentemente dal genere. Iniziativa diventata realtà grazie all’implementazione del piano globale della Compagnia e dedicata a ogni dipendente della che diventi genitore naturale o adottivo. Concretamente il programma offre ad ogni neo-genitore, il diritto di usufruire di 5 mesi retribuiti al 100%. Inoltre, le mamme potranno usufruire di ulteriori 6 mesi retribuiti al 60%, mentre i papà potranno estendere il congedo per ulteriori 6 mesi non retribuiti. Nel caso tutti e due i genitori siano dipendenti di Aviva in Italia, il diritto all’aspettativa si applica comunque ad entrambi, anche nello stesso periodo.

Il parental leave cambia dunque la prospettiva anche al momento delle assunzioni, mettendo esattamente alla pari uomini e donne anche sul fronte di una eventuale futura genitorialità.

Il sostegno alle famiglie con Aviva for Children

Al fine di supportare i professionisti con responsabilità genitoriali e permettere loro di trovare il giusto equilibrio tra vita lavorativa e vita personale, Aviva ha dato vita al progetto “Aviva for Children”, il centro ricreativo per i figli dei dipendenti dai 3 ai 14 anni a disposizione delle famiglie nel corso dei mesi estivi, quelli di chiusura degli istituti scolastici.

Progetto in favore dei caregiver: la partnership Jointly e il welfare condiviso

Il caregiver è colui che fornisce assistenza in modo continuativo (non occasionale) a familiari non autosufficienti, quasi sempre in parallelo al proprio lavoro principale.

Secondo una ricerca realizzata da Jointly e l’Università Cattolica, in Italia:

  • Ci sono 8 milioni di caregiver;
  • 1 lavoratore su 3 si fa carico di un familiare anziano o non autosufficiente;
  • oltre l’80% dei caregiver organizza la propria assistenza in modalità “fai da te”;
  • nel 15% dei casi la famiglia valuta l’uscita dal mondo del lavoro di uno dei due familiari per far fronte ai carichi di cura.

Nell’ambito della community Aviva Carers, Aviva ha siglato un accordo con Jointly – Il welfare condiviso, impresa che affianca le aziende nella progettazione e realizzazione di soluzioni di welfare aziendale costruite intorno ai bisogni concreti delle persone. I professionisti che lavorano in Aviva avranno la possibilità di usufruire del servizio Fragibilità, un servizio progettato da Jointly, nato per supportare le organizzazioni che vogliono sostenere nel concreto i propri dipendenti che devono conciliare il proprio lavoro e la necessità di assistere un famigliare non autosufficiente.

Jointly Fragibilità è un insieme di strumenti di supporto ai lavoratori caregiver: un servizio di consulenza gratuita telefonica, online e tramite sportello in azienda per ascoltare e orientare il dipendente fornendogli un aiuto mirato sul suo bisogno e su quello del suo familiare. Una sorta di guida gestita da operatori sociali qualificati e appositamente formati per strutturare un piano assistenziale personalizzato; inoltre dopo una settimana, lo stesso operatore effettuerà una chiamata di follow up per un aggiornamento e fornire eventuale altro supporto.

Il servizio prevede inoltre un portale online dove le persone che lavorano in Aviva potranno acquistare servizi rivolti alla cura della persona (persone fragili o non autosufficienti) forniti da partner qualificati e a tariffe omogenee su tutto il territorio. Tra questi troviamo ad esempio accompagnamento di un familiare in ospedale per assistenza o cure, fisioterapisti, residenze assistite, ricerca badante e gestione del contratto.

Inoltre, dal 2021 è stata ulteriormente estesa l’offerta di servizi con attività specifiche a sostegno della genitorialità.

In questo modo Aviva metterà a disposizione di tutti coloro che lavorano in azienda la prima rete di eccellenza di operatori sociali in Italia abbinata a uno sportello di ascolto che risponde e orienta il lavoratore, fornendogli un aiuto mirato sul suo bisogno e su quello del suo familiare.

Proud to be

Con Aviva pride, l’azienda sostiene il diritto di ognuno di essere se stesso: in questi anni Aviva ha contribuito a rompere il muro del silenzio e dimostrato con i fatti che la diversità in Aviva è una ricchezza.

La chiave per creare un contesto lavorativo inclusivo passa da un impegno quotidiano concreto e dal coinvolgimento diretto dei dipendenti: proprio loro negli ultimi due anni hanno portato la voce di Aviva al Milano Pride, manifestazione che richiama l’attenzione sui diritti e l’autoaffermazione delle persone LGBT. Oltre a questo, la Compagnia ha tenuto dei corsi di formazione per tutti i people manager con l’obiettivo di fornire gli strumenti e le conoscenze per creare un ambiente inclusivo ove le persone siano libere di esprimersi senza paura di essere giudicate per l’orientamento sessuale.

Sono stati inoltre organizzati una serie di incontri di sensibilizzazione aperti a tutti. L’ultimo, in particolare, ha approfondito il tema Genitori arcobaleno, l’Inclusione inizia in famiglia con l’aiuto dell’associazione Agedo.

L’Aviva Inclusion Week

L’emergenza Covid-19 ha prodotto grandi cambiamenti al mondo del lavoro: oggi le aziende sono chiamate a un nuovo senso di responsabilità e a fare del welfare una strategia a tutto campo. Proprio questo è stato il tema centrale dell’Aviva Inclusion Week, una serie di incontri “virtuali” interni, organizzati alla fine del 2020 per approfondire le tematiche delle principali aree delle Aviva Community, massima espressione del welfare aziendale che mirano a coinvolgere attivamente i propri dipendenti per rendere il posto di lavoro ancora migliore.

Di particolare rilevanza per l’attenzione al gender gap, l’appuntamento dedicato alla community Aviva Balance, che ha visto la partecipazione di Luisa Rosti, economista, docente di Economia del Personale e di Genere presso l’Università di Pavia, e Jacopo Pasetti, partner di Time to Mind. Durante l’incontro, moderato da Monica D’Ascenzo, giornalista de Il Sole 24 Ore e responsabile del blog Alley Oop, si è approfondito il tema dell’impatto che il lavoro a distanza ha avuto sui lavoratori e sulle soluzioni da adottare per poter migliorare l’esperienza. Ne è emerso un grave rafforzamento degli stereotipi di genere, che vedono le donne come principali candidate per i lavori domestici e la cura della famiglia. A tal proposito infatti l’Italia registra un Gender Equality Index più basso della media europea: le donne hanno probabilità quattro volte maggiori rispetto agli uomini di trascorrere tempo cucinando e svolgendo lavori domestici. Non solo, dall’analisi dei dati Istat dell’indice di asimmetria del lavoro familiare, emerge che in una coppia con figli con entrambi i genitori occupati, in Italia, in media, quasi il 70% del lavoro ricadrebbe sulle donne.