8 Strumenti concreti per favorire la conciliazione
Condurre preliminarmente una analisi dei bisogni aziendali aiuta a rendere più mirati ed efficaci gli strumenti utilizzati. Queste analisi possono essere condotte con diversi livelli di formalizzazione, ricorrendo ad apposite indagini strutturate (come ENI e Unicredit), o in modo più informale, come il Laboratorio di ascolto PO di Roche Diagnostics, che ha coinvolto un campione rappresentativo di 20 donne nello sviluppo di 8 proposte di iniziative.
8.1
La flessibilità nell’organizzazione del lavoro, nelle sue varie forme, rappresenta il primo pilastro delle politiche di conciliazione:
- lavoro a tempo parziale
- flessibilità degli orari
- telelavoro
- banca delle ore
- permessi
Il coinvolgimento del personale in queste soluzioni è un fattore di efficacia, specialmente se ciascuna risorsa è chiamata a gestire la propria attività con senso di responsabilità e indipendenza.
Spesso nelle PMI i cambiamenti vengono concordati e coinvolgono tutto il personale del reparto, in quanto possono richiedere di riorganizzare il lavoro anche degli altri, producendo come risultato degli effetti molto positivi su fidelizzazione del personale e riduzione dell’assenteismo.
Gli accordi di flessibilità possono essere diretti con lavoratrici/lavoratori, oppure di natura sindacale/collettiva. Ad esempio il Gruppo Poste Italiane ha inserito gli accordi sindacali nel Protocollo sulla RSI del 2007, e ha promosso nel suo Comitato Pari Opportunità iniziative per il reinserimento dopo un lungo periodo di aspettativa e il processo di accompagnamento/coaching per le neo-mamme.
8.2
L’altro pilastro della conciliazione consiste nella introduzione di elementi di supporto, nell’offerta di servizi sociali per facilitare il bilanciamento degli impegni lavorativi e familiari:
- servizi/sportelli di ascolto e consulenza
- asili nido aziendali
- supporto disbrigo pratiche, servizi lavanderia/spesa
- convenzioni per servizi di trasporto, sanità
- contributi spese, benefit aziendali
Spesso su questo fronte l’impresa non può operare da sola, ma deve consorziarsi con altre per condividere i costi e/o concertare le soluzioni in collaborazione con altri attori del territorio, in primis le amministrazioni locali. Il Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia- Lavoro della Regione Lombardia illustra diverse iniziative sperimentali per facilitare l’accesso a questi servizi: dote conciliazione con servizi a famiglie e imprese, promozione di associazioni per servizi interaziendali, reti locali di conciliazione (con accordi territoriali di collaborazione per la creazione di partnership pubblico-privati già conclusi in 6 province). Inoltre sempre la Regione, in collaborazione con Unioncamere Lombardia, ha promosso la realizzazione della guida operativa La Conciliazione Famiglia-Lavoro: un’opportunità per imprese e pubbliche amministrazioni.
Nelle grandi organizzazioni l’offerta aziendale di supporto e servizi viene maggiormente valorizzata se integrata in una politica organica e/o affidata ad una struttura apposita.
Come la creazione di una nuova struttura di People Caring da parte del Gruppo Telecom Italia, per aiutare a trovare un giusto equilibrio, attraverso interventi mirati, sia on line (intranet, community), sia off line (iniziative rivolte al personale e alle famiglie, eventi, manifestazioni) in relazione anche alle diverse sedi di lavoro, caratteristiche e problemi.
O come le politiche di welfare di Banca Popolare di Milano per favorire la conciliazione, con strumenti riguardanti l’organizzazione del lavoro e l’erogazione di servizi di supporto per la gestione dei figli e la salute.