Politiche italiane

DIRITTI FONDAMENTALI
(vedere sezione normativa www.pariopportunita.gov.it)
La Costituzione della Repubblica Italiana con l’articolo 2 sancisce la pari dignità sociale e eguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione(…)e l’impegno della Repubblica a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e uguaglianza dei cittadini. L’articolo 37 riconosce che la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni spettanti al lavoratore, inoltre che le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione famigliare. 
La Repubblica Italiana, in attuazione della Convenzione dell’OIL 1975/143 ratificata con Legge 1981/158, garantisce a tutti i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti sul suo territorio parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani.
 
NORME
Le Direttive Europee 2000/43 e 2000/78 relative alla parità di trattamento sul lavoro sono state recepite con i D. Lgs. 2003/215 e 216.
 
Nel D. Lgs.1998/286 - Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione degli stranieri, il Titolo III contiene la disciplina del lavoro, trattando in particolare all’articolo 21 la determinazione dei flussi all’ingresso, al 22 il lavoro subordinato a tempo determinato ed indeterminato, al 24 il lavoro stagionale, al 26 il lavoro autonomo. 
 
La legge 1999/68 e il D. Lgs. 2003/276 contengono le norme per l’ inserimento e l’integrazione lavorativa di soggetti con disabilità.
 
INIZIATIVE A FAVORE DELLA PARITA' DI GENERE
La Legge 1991/125 Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro predispone e finanzia strumenti per dare attuazione alla parità sostanziale tra i sessi, istituisce il Comitato Nazionale di Parità presso il Ministero del Welfare e stabilisce per i datori di lavoro pubblici e privati con oltre 100 dipendenti l’obbligo di redigere un rapporto biennale sulla situazione del personale femminile e maschile da inviare alle Consigliere di Parità regionali.
 
Il D. Lgs. 2001/151 riordina in Testo Unico le disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità a norma dell’art 15 della legge 2000/53 e stabilisce nuovi istituti di cui possono usufruire i genitori, congedi di maternità e paternità, congedi parentali.

Il D. Lgs. 2006/198 Codice delle pari opportunità tra uomo e donna riordina le disposizioni esistenti in materia e, dopo aver trattato al Libro I Titolo II l’organizzazione della promozione delle pari opportunità, dedica il Libro III Titolo I alle pari opportunità nel lavoro, compresa l’adozione di azioni positive.  

A fine 2009 i Ministeri del Lavoro e delle Pari Opportunità hanno presentato il programma di azione Italia 2020 per l’inclusione delle donne nel lavoro, stanziando 40 milioni di euro da distribuire su 5 linee di intervento: potenziamento dei servizi di assistenza per la prima infanzia e la sperimentazione di buoni lavoro per la strutturazione dei servizi privati di cura e assistenza alla persona; revisione di criteri e modalità per la concessione di contributi di cui all’art. 9 Legge 2000/ 53; nuove relazioni industriali per il rilancio del lavoro a tempo parziale e degli altri contratti a orario ridotto, modulato e flessibile; nuova occupazione nel contesto dei cambiamenti in atto, lavori verdi anche al femminile; riportare a Bruxelles il dossier Contratti di inserimento al lavoro per le donne del Mezzogiorno. 

Premio NOI - Nuovi Orizzonti d'Impresa: i nomi delle aziende vincitrici

I vincitori delle tre sezioni sono Coelmo, Tenaris Dalmine, Radio Dimensione Suono, Ferrari, Bem e Elica. Menzioni a Cosmari e Squibb

15 luglio 2010 - Presentazione della Carta per le Pari Opportunità a Varese

Si svolgerà a Villa Recalcati (Varese) la presentazione della Carta per le Pari Opportunità organizzata dalle Consigliere di Parità con il patrocinio di Provincia e Camera di Commercio di Varese

Più donne nei CdA del Credito Cooperativo

Raccomandazione di Federcasse a tutte le oltre 400 BCC associate di favorire la presenza di almeno un donna nei rispettivi CdA per contrastare il gender gap.